Molte persone hanno paura ad andare in questa città ma sbagliano, la verità è un’altra

Cos’è la Sindrome di Stoccolma e perché si chiama così? È qualcosa di legato alla città e che spaventa i turisti? Vediamo tutta la verità su questo argomento.

Avete mai sentito parlare della Sindrome di Stoccolma? Molto probabilmente alcuni di voi la ricollegheranno immediatamente a qualche film o serie tv thriller vista in tv. Ed effettivamente siamo proprio nell’ambito di un qualcosa di legato strettamente ad un giallo o un crimine.

Stoccolma
La città di Stoccolma

Ma è qualcosa che succede solo a Stoccolma e per cui molte persone iniziano a pensare di non visitarla mai? State tranquilli, la risposta è no. Se deciderete di visitare questa straordinaria città non vi succederà nulla, perché questa sindrome è completamente slegata dalla location geografica. Cos’è allora?

Cos’è la Sindrome di Stoccolma?

Chi aveva subito pensato ad un’ambientazione thriller, aveva ragione. La Sindrome di Stoccolma è infatti quella condizione molto rara e molto particolare che, in alcuni casi, si verifica tra un prigioniero e il suo rapitore. Una situazione in cui la persona rapita o in ostaggio finisce con il creare un legame quasi affettivo con il suo carceriere. 

Frank Ochberg, psichiatra e consulente dell’FBI, ha infatti spiegato che in una condizione estrema come quella di un rapimento qualsiasi concessione, dall’andare in bagno al bere dell’acqua, viene vissuta in modo infantile e percepita con enorme gratitudine. Una sorta di meccanismo di difesa mentale di chi, convinto che morirà, regredisce e modifica la verità e la realtà attorno a sé pensando che il criminale che lo sta tenendo prigioniero sia colui a cui deve la vita.

Perché si chiama così?

Ma perché si chiama Sindrome di Stoccolma vi starete chiedendo. La risposta è da ricercarsi nella storia, precisamente in quello che è stato riconosciuto come – forse – il primo caso di legame tra carceriere e prigioniero. Come ricorda Focus il caso risale al 23 agosto del 1973 quando Jan-Erik Olsson fece irruzione in una banca e prese in ostaggio 4 impiegati. Alla fine di sei giorni di prigionia, quando la polizia fece irruzione, furono gli ostaggi ad abbracciare il criminale implorando le forze dell’ordine di non fargli del male. Il tutto avvenne a Stoccolma e da qui il nome della sindrome.

Altro caso molto famoso, che ha reso il termine “Sindrome di Stoccolma” riconosciuto praticamente in tutto il mondo, risale al 1974 quando l’ereditiera Patty Hearst fu rapita e, dopo 2 mesi, dichiarò di essersi unita alle forze armate che l’avevano imprigionata e compì persino una rapina a mano armata.

Sindrome di Stoccolma
Cos’è la Sindrome di Stoccolma

Insomma. La città di Stoccolma con questa sindrome non ha molto a che fare, se non per essere stata la location dell’avvenuto riconoscimento – per la prima – volta, di questa particolare forma di dipendenza e legame che si instaura psichicamente tra rapitore e rapito.