Spiagge caraibiche e mare smeraldo in cui nuotano anche foche monache e tartarughe marine: il turismo (per pochi) in una delle Cicladi più remote

Un’oasi d’argento nell’Egeo dorato del mattino. Kimolos, che i Veneziani chiamavano Artzentiera, cioè l’isola d’argento, probabilmente per i grigi metallici che vedevano, è un bagno di luce, quella luce greca, materna e spudorata. La Chora – qui è Choriò – è un abbraccio di case bianche, un dedalo di vie sghembe, dominato dalla chiesa della Agia Odighitria, la “santa che mostra la via”. Libri alle pareti, barchette di latta a colorare il bianco e, se fa caldo, meglio sedersi al caffè Stavento per un gelato alla mastika o due chiacchiere con gli amici Dimitri, Niki e Mary. La piazzetta è una delle tante di quest’isola delle Cicladi, a Nord-Est di Milos, che vive di turismo sì (ed è Covid-free da settimane con tutti i suoi 500 abitanti già vaccinati), ma appena accennato, e di estrazioni minerarie. Bentonite, pozzolana, perlite e caolinite sono ricchezza, e anche Strabone ricorda la cimolite di Kimolos nella sua Geografia, usata nelle formulazioni farmaceutiche e cosmetiche per purificare il corpo o per lavare i vestiti (i cretesi sbiancavano i loro filati).

Oggi l’anima vulcanica dell’isola regala spiagge caraibiche: la sabbia è un borotalco e le acque sono smeraldo puro, come a Prassa nell’estremo Nord. Un tuffo nel blu e poi, se lo stomaco reclama, una sosta a Prassonissi, un chilometro prima per gustare lo xino, il formaggio morbido di capra. La natura è pura e la costa meridionale incantevole. Spiagge per ogni gusto e, se la fortuna e il silenzio son desti, anche l’avvistamento di foche monache e tartarughe marine: l’ambiente è incontaminato e l’Associazione dei Kimolistes lavora per preservarlo e valorizzarlo. Come vuole fare anche il progetto visuale Insulae della fotografa Anna Breda e del videomaker Fabio Petronilli (@insulae_insulae): con le loro immagini, stanno documentando il mondo, l’antropologia, il turismo sostenibile delle isole più remote del Mediterraneo, fra cui Kimolos. Perché, che cosa c’è di più grande di una piccola isola?

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