Un glamping ecosostenibile nel parco di Bracciano e Martignano

Si chiama Parco del Lago il villaggio costruito secondo modelli architettonici che si ispirano ai lodge del Sud Africa e alle yurta del nord della California. All’interno della struttura, l’Osteria del Polline, si inserisce pienamente nella filosofia dell’ambiente con una cucina tradizionale legata ai prodotti del territorio e alla tradizione mediterranea.

scritto da Alessia Davì

Una vera oasi dove cigni neri, farfalle, tartarughe e volpi convivono serenamente con l’uomo a pochi chilometri da Roma.

Siamo nell’unica area a riserva totale nel Parco Regionale di Bracciano e Martignano, nel suo punto più bello: la baia del golfo di Polline. Qui rinasce Parco del Lago, Glamping & Lodges, grazie al progetto di rivisitazione personale della famiglia Rosi e dall’esigenza di ritrovare il contatto con la natura e di vivere il viaggio come esperienza totalizzante.
Un luogo unico per chi ama praticare sport come il windsurf, la vela e la mountain bike ma anche per chi vuole lasciarsi andare nella piacevole lettura e nelle chiacchiere sotto le stelle.

“La tendenza a sperimentare anche in vacanza stili di vita eco-friendly e sostenibili è in costante crescita negli ultimi anni, dice Alessio Rosi, proprietario e ideatore insieme alla moglie Corinna Bajocco del progetto. Abbiamo toccato con mano la possibilità non utopica di fare impresa e rispettare le leggi di Madre Natura nei suoi territori più fragili alcuni anni fa durante una vacanza di famiglia in California. Ce ne siamo innamorati. Abbiamo deciso di provarci qui, in questa baia meravigliosa sul lago di Bracciano, custodita dalla mia famiglia da oltre 50 anni. Abbiamo importato materiali, tessuti e strutture ad impatto prossimo allo zero, abbiamo valutato ogni singolo passaggio delle nostre scelte costruttive perché fossero assolutamente ecologiche e rispettose anche del più piccolo afflato di vita presente qui nel nostro golfo. Il nostro Parco del Lago non è solo un luogo di vacanza, ma è una esperienza di armonia con la natura e con il prossimo”

Il concetto di glamping

Semplicità e naturalezza ma anche cura per i dettagli, stile e comfort. Il concetto di glamping prende ispirazione dai lodge del Sud Africa e dalle yurta del nord della California. Un villaggio bellissimo ma leggero sulla terra, secondo modelli architettonici ecosostenibili e ad impatto prossimo allo zero. Ogni alloggio è dotato di tutti servizi e comfort che solo un boutique hotel può offrire, coniugando il design e l’ecologia.

Chi sceglie le yurta, lodge e chalet di Parco del Lago non cerca il turismo di massa ma arriva in questa struttura perché gli amici gli hanno raccontato dei nostri tramonti, delle nostre cene a base di prodotti locali, del vento sulla pelle, del profumo dell’acqua del lago. I clienti hanno una vocazione giovane, scanzonata, eco-colta, tecnologica, attratta dal genius loci, dalla buona tavola e allo stesso tempo è legato ad alcuni standard di comfort ai quali non intende rinunciare. Il principio è quello di “less is more” in un ambiente multiculturale e multigenerazionale.

Osteria di Polline tra semplicità e autenticità dei sapori

Colazione, pranzo, aperitivo e cena sullo sfondo delle acque quiete e cristalline del nostro bellissimo lago e i suoi fondali di sabbia che degradano dolcemente.

L’Osteria di Polline, all’interno del Parco del Lago, è in perfetta sintonia con la natura che circonda la struttura. Quella della semplicità e dell’autenticità, tra tradizione e modernità nel rispetto dei sapori di una volta. Ingredienti freschi, genuini, prodotti tipici locali, ricette legate al territorio, alle stagioni e all’ambiente. Una cucina curata dalla chef Alina Verde e di ispirazione dichiaratamente mediterranea, con un guizzo creativo che deriva dai tanti viaggi e dalla natura intimamente multiculturale del nostro progetto.

“All’ Osteria di Polline diamo molta importanza all’utilizzo di prodotti regionali che si distinguono per la qualità, la genuinità e la sostenibilità, sostiene Corinna Bajocco. Per chilometro zero intendiamo autenticamente la ricerca e la scelta di materie prime il cui luogo di produzione e lavorazione sia il più vicino possibile al luogo di consumo finale. Decidiamo di abbracciare questa filosofia e, nel cuore dell’Alto Lazio, diamo vita a menù in cui, ciò che produce la nostra “terra” diventa base, nel pieno rispetto della stagionalità degli alimenti. Ci impegniamo inoltre a promuovere le materie prime che raccontano il territorio a noi circostante, senza tralasciare alcune delle eccellenze d’Italia che per bontà, genuinità ed ecologicità, meritano di essere conosciute e apprezzate.”

La chef Alina Verde, spiega così la cucina che ha voluto portare al Parco del Lago.

CONTROFILETTO ALLE ERBE

“La mia è una cucina molto legata a quello che penso il mio ospite voglia. Una cucina che dà voce al territorio, ai suoi abitanti e alla sua storia. Sono una donna cresciuta in una fattoria e in una famiglia legata alle tradizioni. Ho sempre sempre cucinato solo quello che la terra è in grado di darmi al meglio. La mia è una cucina che si fonda sul rispetto della natura e del territorio, che ne esalta i prodotti, che ne condivide la stagionalità. Ma non finisce qui. La mia cucina è anche tradizione ed un incontro di culture e tecniche diverse. E sì, sono una cuoca di cuore, ma anche di sostanza. Il piatto è un concentrato di tanti anni di cucina, di tecnica, stile ed estetica. Ma deve potermi saziare occhi e pancia, deve lasciare i miei ospiti pienamente gratificati e leggeri. Se così non fosse sarebbe solo un esercizio di stile; io invece voglio che la gente mangi e torni alla mia tavola.

Sono per una cucina buona e bella allo stesso tempo, con la giusta importanza all’estetica. Non è però importante creare un cibo di design, ma un’associazione di colori, che invoglino gli occhi a passare all’azione successiva: consumare il piatto.
A tavolino non si costruisce nulla. Come chef puoi dare delle indicazioni in base alle sensazioni e alla cultura che hai costruito in vita tua. Un insieme di alchimie che permettono di distinguerti. Ma è l’anima che il ristoratore rvuole a portare nel ristorante ciò che conta di più. Gli ospiti stessi la percepiscono, è un senso di piacere, accoglienza, musica. Il padrone di casa, in questo caso due, Corinna e Alessio Rosi, hanno trasmesso tutto il loro Dna in questa piccola Osteria che è nata per essere di altri, i loro ospiti”.

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Lungolago di Polline, 75, 00061 Anguillara Sabazia, Roma, Italia
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