Pioniere da febbraio del passaporto vaccinale, Cipro e la Grecia offrono itinerari leggendari e baie con natura selvaggia, da Itaca a Symi e Skyros

Il Mediterraneo orientale è stato il pioniere europeo del passaporto vaccinale. Il «green pass» della Ue scatterà dal 1° luglio, ma in Grecia e a Cipro è già realtà da metà febbraio, quando venne introdotto per i viaggi tra i due Paesi e con Israele. Da settimane non esistono più quarantene: chi è vaccinato entra senza tamponi, chi non lo è basta che presenti un test negativo prima della partenza. Decine di isole greche sono “Covid safe”, con l’intera popolazione coperta, mentre Cipro (terza nella Ue per somministrazioni) sta per arrivare al 60% di abitanti vaccinati. Ecco allora qualche idea originale per un’estate nel Mediterraneo.

Piccola, autentica e aristocratica al tempo stesso, Symi è uno dei gioielli nascosti del Dodecaneso. Ci si arriva da Rodi in poco più di un’ora di traghetto. Il porto di Gialos sembra la tavolozza di un pittore: ocra, salmone, rosso fuoco, turchese, avorio. Il blu del mare si mescola ai colori brillanti delle barche dei pescatori e a quelli pastello degli edifici neoclassici della cittadina, vestigia di un passato in cui Symi prosperava grazie ai traffici marittimi e ai cantieri navali, in grado di costruire cinquecento navi l’anno. E cinquecento sono anche i gradini che dal porto conducono agli eleganti caffè ottocenteschi della borghese Kali Strata.

Chi ama le spiagge non può perdere il villaggio di Pedi ma soprattutto le acque cristalline che abbracciano la natura selvaggia della baia di Marathounda, paradiso isolato che si raggiunge in tre quarti d’ora di scooter da Gialos. Da visitare anche il monastero di Panormitis, antico luogo di pellegrinaggio celebre per i miracoli dell’Arcangelo Michele (ci sono anche stanze spartane per fermarsi la notte). Splendida la vista dal castello bizantino che domina l’isola. Sul fronte palato, Symi è leggendaria per i suoi frutti di mare, in particolare i gamberi, ma anche per l’atherinopita (una torta di pesce), per la pasta fatta a mano e le palline di miele locali chiamate akoumia.

Di admin

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *